Vallo della Lucania

Tra storia, arte e antichi culti religiosi

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L’antico nome di Vallo della Lucania era, secondo lo storico Giuseppe Maiese, Castrum Cornutum, dal luogo di origine dei suoi fondatori, che, provenienti da Cornutum, città della Dalmazia, vi giunsero non più tardi del secolo IX.
Nel secolo XVIII il paese mutò il nome originario in Vallo di Novi e in seguito Vallo. In quest’epoca raggiunse la sua massima prosperità grazie alla lavorazione della seta e del cuoio. Con queste attività e con l’istituzione del mercato, Vallo divenne un centro ricchissimo, e poté salvarsi dalle varie carestie che si susseguirono in quel secolo. Per opera del clero, sul finire del secolo XVIII, assunse il ruolo di fiorente centro culturale, con la fondazione di scuole di teologia, filosofia e grammatica. Dal 1811 al 1860 divenne capoluogo dell’omonimo distretto del Regno delle Due Sicilie; nel 1808 – per volere di Gioacchino Murat – i Casali di MassaAngellara e Pattano furono annessi al Comune di Vallo.
Nel 1850 fu inaugurato il Tribunale circondariale e nel 1851 vi si stabilì l’omonima Diocesi. A partire dai moti del 1820-21, passando per quelli del 1828 e del 1848, fino all’epopea garibaldina, Vallo della Lucania rappresentò l’anima e il centro propulsore di ogni iniziativa patriottica e rivoluzionaria. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia è stato capoluogo dell’omonimo circondario.
Oggi, Vallo della Lucania, insignita recentemente del titolo di città con un decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con le frazioni di Massa, Angellara e Pattano, conta un numero di abitanti pari a 8.855 unità, e si può definire come il centro commerciale e di servizi più importante del Cilento.
In promiscuità con i comuni di Novi Velia e Cannalonga, Vallo detiene la proprietà territoriale del monte Gelbison, montagna sacra, che vanta uno dei luoghi di culto più rinomati del Meridione, il Santuario della Madonna di Novi Velia. Questo antichissimo santuario basiliano si trova a soli 20 chilometri di distanza da Vallo, ad un’altezza di 1700 m, ed è meta ogni anno di migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia.
Il toponimo originale era semplicemente “Vallo”, mentre il suffisso “della Lucania” venne aggiunto soltanto dopo l’Unità d’Italia quale richiamo forte ed esplicito alle origini storico-culturali della città, etnograficamente lucana a tutti gli effetti.